PIEMONTEDALVIVO
onstage
PIEMONTEDALVIVO onstage: Il blog di PIEMONTEDALVIVO
gio
15
ott
2009

I ringraziamenti della Cabanis – Direction Festival Charleville

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14 ottobre 2009
Direction Festival Charleville

Chers amis,
Chers marionnettistes,
Le Président Jean Luc Félix et moi-même  tenons à vous remercier chaleureusement pour votre réelle et précieuse  contribution à la réussite de  cette quinzième édition du Festival. C’est plus de 120000 spectateurs dont 65000 en salles qui ont pu apprécier le renouveau et la vitalité de la marionnette d’aujourd’hui. La qualité de cette  édition, dont la couverture médiatique a été exceptionnelle (plaçant inlassablement la marionnette sur le devant des  scènes actuelles), et les retours spectateurs  excellents, vous revient:  vos spectacles et créations, votre recherche et votre engagement en sont l’apport. Le recentrage artistique du festival va se poursuivre, mettant sans relâche et sans condition la marionnette au cœur du projet du festival. Nous sommes à l’écoute de vos éventuelles remarques ou suggestions. Nous espérons vous retrouver  prochainement  au gré de vos créations et projets et vous adressons nos très cordiales salutations.

Anne-Françoise CABANIS
Directrice
Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes

Cari amici,
cari marionettisti,
Il Presidente Jean Luc Felix e me stessa ci teniamo a ringraziarvi calorosamente per il vostro reale e prezioso contributo alla riuscita di questa quindicesima edizione del Festival. Sono stati più di 120.000 spettatori, dei quali 65.000 nelle sale, coloro che hanno potuto apprezzare il rinnovamento e la vitalità della marionetta contemporanea. La qualità di questa edizione, nella quale la copertura mediatica è stata eccezionale (mettendo la marionetta in evidenza sulla scena artistica attuale), e il ritorno numerico degli spettatori eccellente, fa onore al vostro lavoro: i vostri spettacoli e le vostre creazioni, la vostra ricerca e il vostro impegno sono stati l’apporto indispensabile per questo risultato. La direzione artistica del festival va a proseguire in questa direzione, mettendo senza tentennamenti e senza condizioni la marionetta al cuore del progetto Festival.
Saremmo lieti  di ascoltare i vostri eventuali suggerimenti o consigli. Vi aspettiamo per ritrovarvi prossimamente in occasione delle vostre nuove creazioni e nuovi progetti e vi indirizziamo i nostri più cordiali saluti.

Anne-Françoise CABANIS
Directrice
Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes


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ven
9
ott
2009

Lonely puppets – 1° atto

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 Come fai a scrivere qualcosa per il blog PDV dopo aver letto Deni/miano Privitera il Grande Capo della tribù Etre Marionnette. Oppure come fai a scrivere qualcosa se prima non hai letto il resoconto del Grande Capo. Mi sono emozionato e per di più, come scrivevano sulle magliette dei concerti: Io c’ero!
E’ da un po’ che mi chiedo se il nome Teatro Alegre sia mutuato da Porto Alegre e dalla sua utopia. Si l’utopia del teatro, della libertà, della poesia… in una parola: burattini. O marionette. In cerca di manipolazione o al festival mondiale delle.
Siamo a Charleville-Mezieres. Dappertutto burattini. A filo a guanto a bastone. Sono solo 10 anni che sento parlare di questa Terra Santa, da quando, 10 anni fa fui battezzato carne nuova di burattinaio.
Siamo arrivati con una pancia di sette mesi, quella che da 29 settimane porta in giro nostra figlia, e siamo tornati da neanche quindici giorni. Da allora ci siamo già spostati in altri tre posti. Quindi 10 anni + 7 mesi +15 giorni + 3 case = 10 giorni di festival, 9 spettacoli fatti, 1000 programmatori pronti a giudicare, confrontare , comprare (?!), 1000 spettatori accalcati, tutto il pubblico per noi, tutto esaurito, grazie per l’entrata non c’era più  uno di cientosediciposto. Grazie, grazie, grazie.
Luce in sala.
“Napoli è la sola città al mondo che non è affondata all’immane naufragio della civiltà antica. E’ una Pompei che non è mai stata sepolta”. Napoli è un mondo misterioso. Misterioso è anche il motivo per cui i napoletani aggiungono vocali alle parole e sbagliano gli accenti: la chiesia, i fagiuoli, il giuoco, il camiòn e Cavur senza accento. Io sono uno di quei napoletani che aggiunge vocali e non va in chies(i)a,  non mangia carne ma fag(i)uoli di soia ed è stato adottato dalla Torino di Cavur senza accento. Ma il pubblico francese ha comunque ben compreso le mie trepidanti presentazioni degli spettacoli, che sgrammatticcatamente italiane e maccheronicamente francièsi sono state applaudite.
Gli applausi, questo lo sappiamo tutti, sono uguali sia in Franc(i)a che in Ital(i)a e hanno tutte le vocali al posto giusto.
Si! Il Teatro non si ferma davanti alla lingua. Il verbo da la vita e la toglie e nei burattini scorre nelle cavità scavata dai tarli.
Nel teatro 2+2 non fa 4.
Il teatro come Napoli, come Pulcinella è magia, Mistero.
Il teatro è anche un atto sciamanico.
(Drammaturgia + magia – colla + legno + avvitatori) moltiplicato (sudore + chilometri x emozione) diviso il numero di colli. Aggiungete le pause e rimanete in ascolto.
Siamo a Charleville. La regia della radio festival è pronta. Dopo il jingle musicale la suadente voce annuncia gli ospiti del festival. Fortunatamente in francese parla solo Tatiana e Pulcinella solo timidamente trombazza pivetta marciando trionfale. “Ah qu’il fait bon d’entendre parler francais!”
Ora siamo in strada, una vale l’altra, è come in un sogno. A voi non capita mai di svegliarvi in un sogno perché cominciate ad incontrare troppa gente conosciuta? E va bè che sto dormendo, ma non sono mica stupido. A Charleville ci sono tutti quelli che ho incontrato negli ultimi 10 anni. Tantissimi dei miei amici. La mia vita in una fish tank. Se dovessi sognare sognerei Charleville. Se sto sognando non riesco a svegliarmi. Meglio così.
  Gianluca Di Matteo


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gio
8
ott
2009

Le marionette promesse

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Ancora ricordi. La quiete della tana mi ha confortato, una buona pizza ha zittito lo stomaco ma il verme dello sfruguliamento non si seda, scalpita gambe immaginarie. Più che altro è un arcuarsi di tutto il corpo: testa, pancia, culo e piedi.
La pancia: le marionnettes in strada erano sempre marionnettes, quelle vere. Quelle che sono lì sole e deboli, e forti della debolezza, quelle che non sai nemmeno perché stai a guardarle. Stai come davanti a un fuoco, una bruciatura della drammaturgia dal vivo. Eppure, eccoli i marionettisti e i burattinai dei furgoni arrugginiti, delle carrette roulottes bellissime e incollaudabili,  poesia del metallo e olio e gasolio. Sono lì a resistere, resistere e resistere, piantare il chiodo della coerenza: teatro di marionnettes amigos, mica carne, mica facile, mica peso. Sole o pioggia, le truppe degli abiti dell’umiltà neri, vogliono solo non esserci, farsi invisibili, regalarci una lagrima di commozione e orgoglio: t’ho fregato ma te l’ho detto prima. È tutto un trucco, il trucco dell’almendrucco: la marionetta si solleva e non c’è nulla che, di sotto, la sostenga.
Il culo è didascalico se permettete: al Forum Etre marionettes “fortunatamente” (è qui il didascalico, che pensavate?) ha resistito anche lui, non ha preso abbagli. Abbiamo sciacquato le marionette in Charleville e le faremo asciugare qui.
Seccare qui. Di pubblico ne ho sentito. Quello popolare, quello che ci ha ospitato nella sua casa senza sapere se eravamo dei rompicoglioni (che fiducia ragazzi), e loro hanno, con un sorriso, detto: ma senza le marionnettes che teatro de marionnettes è.
Benedetto Von Kleist guidaci tu, mi viene da pensare, da lassù guardaci e dacci la forza di credere ancora possibile di diventare, per un banale e infantile attimo, semplicemente Dei, creatori di vita e elargitori di mazziate di MOOORTE.
I piedi mi hanno aiutato a pensare. Beh al mattino parcheggiavo in place Jack Felix, poi pigliavo il viale alberato di fianco al fiume, arrivavo al museo Rimbaud. Li dava il sole. Mi fermavo, piegavo la testa in giù così che la nuca acchiappasse quei raggi. Sotto, l’acqua verde scuro scorreva, arrivava e se ne andava come tutto e tutti portando con se le sue sorprese: un ramo gamba, un vestito foglie, una schiuma sputo e non volevo pensare cosa fosse.  Mi giravo e guardavo verso la Place Ducal. Che soddisfazione ragazzi, avevo il Festival di Charleville davanti, a miei soliti piedi. Partivo con calma, guardavo le vetrine, marionette, arrivavo in piazza, marionette, prendevo la pedonale, marionette, passavo il semaforo rosso, marionette.
I piedi, i piedi ci vogliono per un festival.
Ah, dimenticavo la testa. Che non sia il caso di lasciarla perdere? Oppure trattarla come quelle legnose in cui con una trapanata e due viti ci aggiusti la brutta piega, e con una pennellata la fai passare dalla incazzatura alla felicità beota in un attimo.
Non, non si può, siamo sangue: beate marionette.

Damiano


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mer
7
ott
2009

335 professionels presenti a Charleville-Mézières!!!!

 

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Da Germania, Austria, Belgio, Canada, Brasile, Corea, Danimarca, Turchia, Spagna, Svizzera, USA, Francia, Serbia, UK, Grecia, Israele, Lituania, Lussemburgo, Marocco, Olanda, Portogallo, Corea, Repubblica Ceca, Russia 335 professionels presenti a Charleville-Mézières!!!!


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lun
5
ott
2009

L’età lirica della vita altrove

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Ormai sono passati un po’ di giorni da quando siamo tornati. Non so nemmeno quanti e non so che importanza abbia. Ciò sotto un pezzo di Ben Harper, Woman in you, e sto blues, chissà perché, mi fa girare le braccia in alto, chiudere gli occhi, lanciare la mente all’indietro, perdere l’equilibrio del tempo. E si, è passato un po’ di tempo da dove eravamo. Da dove eravamo? Festival di Charleville, amici di Charleville, teatro Forum di Charleville.
Piazza Ducale pomeriggio, attacca Niemen con le sue voci dentro. Balla Niemen con le sue spose marionnettes e Moreno, colonna erculea, aspetta senza fretta: “vi conosco a tutti ragazzi, so cos’è la vita e com’è”. Da grande farò il burattinaio avrei pensato se non lo facessi. Ben Harper, secondo giro stessa Woman in you. Butto la vita altrove; quando ci riesco! Ma perché non lo so ancora. Ben Harper fammi capire, Woman in you, uguale amore!? Teatro in you, chè?
In città stormi di pubblici ruotano intorno alle baracche, in sincrono proprio come uccelli in preparazione del grande viaggio di ritorno. Ma che cercano? L’amore o il panico? Ben Harper, terzo giro, cambio canzone: Two hands of a prayer.
Inizio spettacolo: sospiro. Centro spettacolo: se va bene leggerezza. Fine spettacolo: applausi. Freme e reagisce la gente, sono le emoreazioni involontarie quello che cercano. Una parte di un pubblico sono io, la mia preghiera è esserlo per dimenticarlo per un po’ quell’io. Si, è un po’ di giorni che siamo tornati, con il carretto attaccato alla macchina, l’iPod attaccato allo stereo che ci trascina le ore a non più di centochilometriallora. Perlomeno non si vomita e suono la chitarra: non cerco l’io e non guido io: siamo stati Charleville tutti e tutto: il sorriso e il sudore, il seiras e la marionette Lupi. Sempre Ben Harper ma rificco il blues mi ispira di più.
Eravamo un corpo solo e varie bocche anche per le barbere e i nebbioli: la bambina occhioni di Paola, i baffi di Dino, le corse di Livia, Georgina e i suoi vestitini, Gianluca a guardia della panza di Tatiana, Ceronetti a Lugano, le Dueeunquarto in anticipo (lo spettacolo inizia alle tre), Gianduja dal vivo, due sardi, Deni e le sue amiche, l’obiettivo di Chiara, le Distinte pelate, il raffreddorone (e che nasone) di Franco, la truppa bella e sensibile, i caffè e i saltelli di Dolores. Passi avanti, indietro, pronti, si comincia, va bene va bene, entrata pubblico “ il peut rentrer” e “ il sort”; Charleville ci vuoi insegnare qualcosa?
Rientra il Ben: In the Lord’s Arm. Cos’è stata sta storia del sostegno all’arte, una battaglia vinta in Francia di una guerra persa in Italia? “E voilà, signori e signore, grazie per gli applausi, tra un po’, costretti, torneremo nel nostro carapace: fine e punto e croce. Gioiremo di nostalgia, piangeremo di ricordi, tutto filerà liscio come sempre”. Qualche artista ci perderà la testa, a qualcuno sequestreranno la macchina e qualcun’altro perderà la speranza. No, per favore, non temete, la vita è altrove e voi burattinai sapete trovarla: mettete su un disco del buon Ben Harper, aprite gli occhi, le orecchie, i pori, le mani, i piedi, le narici, se li avete i capelli e continuate a battere sul chiodo della perseveranza: guardateli sti cugini francesi che riescono a combinare e con quel che mangiano per di più.
Ben, adesso l’ho cambiato e mi son piantato Ardecore con la sua Miniera: fa piangere la mia mamma perché parla di emigrati, sarà un caso?
Alors pour finir un grand remerciement à  tous vous pour avoir participè à  cette aventure de Charleville que j’espère ait des superbes, enormes et incroyables strascichi pour tous vous.
un abbraccio

Damiano


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ven
2
ott
2009

UN FESTIVAL D’ENVERGURE, UNE COUVERTURE MEDIATIQUE EXCEPTIONNELLE!

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15ème EDITION, UN FESTIVAL D’ENVERGURE, UNE COUVERTURE MEDIATIQUE EXCEPTIONNELLE !
-   SUPPLEMENT MOUVEMENT   – 16 pages consacrées au Festival.   Lire la revue
- TF1 : le   13h   ( voir le reportage ) et le   20h   ( voir le reportage ).
- France 2 : le   13h
- Arte :   “Le Journal de la Culture” , cinq sujets réalisés en amont du Festival
- Un reportage sur   FRANCE INTER   dans l’émission “Esprit critique” de Vincent Josse
- Un reportage sur   FRANCE CULTURE   dans l’émission “Les mercredis du théâtre” de Joëlle Gayot.   Ecouter l’émission
- Deux reportages de Claire Baudéan pour   FRANCE INFO .
- Supplément 24 pages de   L’ARDENNAIS .   Lire pages 1 à 13   ,   Lire pages 14 à 24
- Deux pages dans   LIBERATION .   Lire l’article
- Deux pages dans   L’HUMANITE .   Lire l’article
- Une page dans   TELERAMA , plus le supplément “Festivals d’été”
- Six pages dans   LA VIE .   Lire l’article
-   La Croix ,   le Parisien ,   l’Express ,   Le Point ,   Les Echos   et beaucoup d’autres…
- et pour la première fois :   El Mundo   (quotidien espagnol),   La Republica   et   l’Unita (quotidiens italiens), la   télévision Turque , etc…
POUR LA PREMIERE FOIS EGALEMENT :
- Un duplex de   FRANCE 3 NATIONAL   dans le 19/20
- Deux captations réalisées pendant le Festival seront diffusées sur France 3 en novembre
- Trois 52 minutes ont été réalisés dont un par   France 3 Champagne-Ardenne ( regarder l’émission ), et deux documentaires : un réalisé par   Sylvie Martin-Lahmani   (en post-production) et un second sur Géo Condé qui sera diffusé le 3 octobre sur   France 3 Lorraine Champagne-Ardenne .
UNE COUVERTURE EXCEPTIONNELLE DE FRANCE 3 CHAMPAGNE ARDENNE de deux duplex par jour pendant 12 jours et de nombreux reportages retransmis sur culturebox (site de france 3 national).
UN SITE INTERNET a spécialement été créé par FRANCE 3 : www.marionnettes2009.fr
RADIO FESTIVAL   a émis pendant toute la durée du Festival sur   107FM
 


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gio
1
ott
2009

Il festival de Le due e un quarto

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Anche noi ce l’abbiamo fatta e siamo arrivate a Torino dopo una giornata di guida intensa… Vi ringraziamo ancora moltissimo per l’opportunità che ci avete dato e per la simpatia! Un bacio e speriamo di vederci presto,
Silvia e Martina: Le due e un quarto  
 

 


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PLUS PERSONNE…debutto in Francia

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Entusiasmante l’esperienza a Charleville! Abbiamo portato il nostro primo lavoro, PLUS PERSONNE, con un’anteprima in doppia replica a Monthermè, piccolo villaggio a 20 Km. dalla città. Qui, 400 giovani tra i 3 e i 10 anni ci hanno accolti calorosamente, partecipando con domande e osservazioni al termine del lavoro. Poi, le tre repliche al Forum, “casa” delle compagnie piemontesi con tanto di bar annesso e distributore di giandujotti “placa-ansie”. Anche qui pubblico calorosissimo, numeroso e stimolante. I montaggi e gli smontaggi tra una compagnia e l’altra sono stati fluidi, anche grazie all’aiuto dei tecnici (2,3,4…ne compariva sempre uno in più, miracolo!). E infine, straordinaria la scelta di spettacolo da tutto il mondo, qualità elevata, lavori diversi tra loro, con libertà estrema di contaminazioni. Un viaggio ricco, mai in tensione, e utile per rigenerare e stuzzicare lo spirito degli artisti. Da tornare assolutamente!

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 http://www.teatrodistinto.it/


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