L’ospitalità dei francesi in occasione del festival continua a stupirci, e se questo blog continua a riportarne notizia, e se gli artisti dopo il loro ultimo spettacolo si sono fatti tradurre in francese i loro ringraziamenti in modo da poterli fare pubblicamente, stavolta dovete veramente crederci. Un ultimo atto è stato questo pranzo a più portate offerto agli ultimi di noi rimasti in città, apparecchiato con i piatti e i bicchieri buoni, quelli della festa. Aveva ragione l’antropologo Alain Bertho quando in merito agli eventi festivalieri ha scritto: “La dimension du partage, la dimension festive et le sentiment du temps suspendu contribuent à cette production immatérielle de la ville qui est toujours l’expression d’un ensemble de singularités.”
Eccoci arrivati al countdown finale. Del Barouffe non ci sono più che i volantini, il materiale promozionale di Etre Marionnette è di nuovo nelle sue scatole, così i formaggi, il cioccolato e i vini che sono avanzati. Il Forum reca solo più qualche traccia sparsa del passaggio dei piemontesi. Abbandonata la loro nave dopo l’ultimo spettacolo in programma, quello del Dottor Bostik alle 18h00, qualcuno di noi ha preso il largo sul suo furgone in cerca di un letto e di una doccia, ma la maggior parte ha scelto di vivere fino in fondo l’atmosfera del festival, cercando di andare a vedere qualche spettacolo. Dico cercare perchè la biglietteria dell’Espace Festival dà ormai da tempo il tutto esaurito e si può sperare solo nella defezione di qualcuno all’ultimo momento o nella buona volontà di chi è di turno in sala. La soddisfazione è di tutti: per la qualità degli spettacoli ribadita a più voci, sebbene si sottolinei la mancanza di grandi produzioni dovuta principalmente alla differente espansione del settore in Italia rispetto a quello francese; per il calore e la partecipazione di un pubblico esigente ma partecipe, generoso, entusiasta; per l’accoglienza riservataci dai tecnici del teatro, dagli organizzatori del fesival, dalla gente di Charleville, siano stati costoro negozianti o bénévoles. Chi ha visto altri festival internazionali sostiene di non aver mai visto tanta gente così, e a ben dire, le giornate di sabato e domenica hanno visto riversarsi in strada una vera fiumana di persone, che ha reso difficili gli spostamenti nonostante le ampie vie e piazze del centro storico di Charleville-Mézières.

Questi scatti sono stati fatti con il cellulare che avevamo a portata di mano, per gli scatti del nostro Daniele dovrete pazientare ancora un po’

“C’è un modo che hanno le marionette di abbandonarsi sui fili, che è un modo che hanno soltanto i bambini. Quello di lanciarsi quando il padre o la madre dicono che lo possono fare, perchè tanto li prendono loro”. Parola di Andrea Bajani – torinese d’adozione – inviato speciale al Festival Mondial per Il Sole 24 Ore. Ci ha raggiunti da Parigi dove sta scrivendo il suo ultimo libro, per bere tutto d’un fiato questo “continuo incrociare marionette con marionettisti che da sopra le seguono, che le guardano correre e gli vanno dietro apprensivi, hanno paura che inciampino, che si facciano male, sembrano genitori ai primi passi che fanno, bambini con le braccia in alto e camminare sulle punte.”

Se oggi siete in Italia approfittatene per leggere il suo reportage sull’inserto domenicale che Il Sole 24 Ore dedica alla cultura.

Al Barouffe è ora del caffè. Tra gli applausi è terminato 85. Le anime del Purgatorio del nostro Gianluca, per il B&B del Dottor Bostik bisogna aspettare le 18.00. Livia e Giorgia sono già partite e Chiara Trevisan e il suo Cirque de pulces scandiscono il tempo di questo pomeriggio nel jardin au fond du culoir. A chiacchierare con noi è venuta la Compagnie Pupella-Noguès di Touluse: l’occasione è buona per parlare del loro Centre de création pour les arts de la marionnette. Le domande non finiscono mai, così tra un espresso italiano e delle pesche con amaretti e cioccolato il quadro si fa sempre più chiaro: la loro compagnia, che aveva già avviato un lavoro di accompagnamento dei giovani artisti, nel 2008 si è vista riconoscere dal Ministero 25.000 euro all’anno, con una convenzione triennale che ha dato loro modo di continuare ad accogliere le nuove progettualità e di farlo al meglio. Nel 2009 i 4 Centres d’accompagnonage (Cedam) sono già 7: segno questo della buona direzione presa dall’investimento pubblico. Il Ministero non ha stabilito per il momento criteri o disposizioni, lasciando ad ogni compagnia detentrice del Centre la possibilità di costruirselo su misura. Quello di Amiens ad esempio – così ci raccontano Joelle Noguès e Giorgio Pupella – ha deciso di stanziare tutti i soldi ricevuti per sostenere un solo artista all’anno che possa contribuire con il suo lavoro ad uno spettacolo della compagnia e che produca uno spettacolo finale di sua invenzione, ma aderente allo sguardo artistico della compagnia. L’accompagnonage della Compagnie Pupella-Nogues si basa invece sull’ascolto del bisogno di più artisti, e sulla messa a disposizione delle risorse e del sapere di cui nel tempo sono diventati portatori, degli spazi, e del tramite del Ministero che in questo modo finanzia nuovi progetti artistici pagando uno stipendio alle compagnie accolte.
Per la Compagnia oltre al piacere di sostenere queste nuove produzioni, c’è la consapevolezza di poterle far rientrare nelle attività di creazione del DRAC – Direction Régionale Affaires Culturels (sedi distaccate del Ministero), da cui ricevono 45.000 euro all’anno per tre anni, con l’obbligo di due creazioni. Una settimana di residenza per 4 persone al Centre costa circa 5.000 euro.
I centres d’accompagnonage sono alla base della piramide del “sistema marionetta”. Subito sopra – ci ricordano – ci sono le 4 Scénes conventionées per il teatro di marionette, circo e strada e, in cima alla piramide – con gli stessi obiettivi ma con maggiori fondi a disposizione, c’è il Centre di Strasburgo per la produzione del teatro di marionette che si occupa di sostegno alla creazione, e aiuto nella diffusione.
Esempi importanti a cui guardare, questi, pensando ad uno sviluppo del sistema marionetta anche nel nostro Piemonte.
Prima di vedere lo spettacolo, la sorpresa al Forum è quella di uno spazio espositivo che ha portato oltralpe alcuni dei pezzi più interessanti delle collezioni appartenenti a storiche famiglie di burattinai e marionettisti piemontesi, presentati accanto alle inquietanti astratte e pensanti marionette del Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti. La tradizione marionettistica, esemplificata attraverso una scelta operata dall’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, proseguirà il suo cammino andando dal 29 settembre al 9 ottobre a Burgoin-Jeallieu vicino a Lione. Se siete da quelle parti non mancate di dare un’occhiata.

Il festival, che è costato alla Città, alla Regione, al Ministero e agli sponsor privati 7 milioni di euro, ha venduto 72.000 biglietti – di cui 12.000 ai bambini. 36 i punti di spettacolo dell’IN. Sono 300 le compagnie coinvolte nell’IN e nell’Off, ma chi gira per le strade di Charleville sa che il festival non finisce qui. Continua con gli spettacoli dell’organizzazione antifestival che scrivono su Karagoz e con la programmazione dell’Annexe: un’esperienza – quest’ultima – da cui imparare, e molto. Opera di 40 giovani artisti che per l’occasione hanno saputo mettersi in rete, ottenere tre piccoli spazi cittadini, allestirli con attrezzature prese in prestito da varie sale francesi e con tavoli, sedie e mobilia varia presa in prestito dall’Association Emmaus fondata dall’Abbé Pierre e disponibile alla vendita (per beneficenza) alla fine del festival. Per le strade c’è anche chi espone il cartello: ” Nè In né Off, la marionnette est libre!”. L’augurio di tutti è comunque quello di buona visione: la festa continua fino a domani sera.
Ti accolgono a braccia aperte, si offrono di accompagnarti allo spazio del festival se è lontano e ti vedono molto stanco e lo fanno anche se sono già in pigiama, a volte ti preparano la cena per farti sentire bene come a casa, qualcuno ha anche risolto un problema di trasporto fino all’aeroporto di Charleroi in cambio del solo rimborso della benzina. E quando li ringrazi inchinandoti davanti a tanta grazia e a tanto calore davvero inaspettati loro ti rispondono “C’est normal“. Sono l’esercito dei bénévoles, le 400 famiglie che hanno messo a disposizione del festival di Charleville e dei loro ospiti le proprie case, letti asciugamani lenzuola cucine e disponibilità. In cambio ricevono alcuni biglietti omaggio per gli spettacoli come remerciement, e da quest’anno l’invito ad un cocktail offerto dal Président du Conseil Regional e una cena presieduta dal Mairie de Charleville a chiusura di tutto. E se domandi loro perchè lo fanno la parola d’ordine è partager, condividere, mescolare le culture. In più, mi spiega Charlotte che per raccontare tutto ciò è stata scelta da France 3 nella diretta di oggi, Charleville-Mézières è assurta agli onori della cronaca grazie alle inondazioni, all’affaire Dutroux e alle due guerre mondiali: il festival è invece vitale, porta con sè un’atmosfera di festa, familiare e un pubblico davvero internazionale. Sono davvero speciali, e riprova è la risposta di Lucye, 8 anni, che sentendosi ringraziare per averci prestato la sua cameretta, ha detto: “E’ normale, è tutta la vita che lo faccio”.
Oggi alle 16h00 un’altra replica di L’eau miraculeuse in una Place Ducale gremita di gente, dopo l’intervista insieme a Marco Grilli vestito da Gianduja per la Tv, per France 3. Nessun traduttore d’eccezione, questa volta, nè Albert Bagno dell’Unima, nè Eugenia Prelorent di Eolo. E’ il Piemontese più puro a far da padrone, ben compreso dai francesi, con tanto di accento vercellese che è valso un incontro con la moglie di Monticelli qui al festival come noi. Riconosciuto l’accento, è venuta infatti a salutarmi, per dirmi che ritmo, storia e battute del mio spettacolo sono gli stessi del vecchio Monticelli con fagiolino: da cent’anni a questa parte nulla è cambiato, gli spettacoli continuano apiacere così come sono. Una spiegazione? Sono magici. In molti fanno e propongono cose nuove, ma il mio spettacolo è bello così. E poi aiuta a tener viva la memoria di giochi di un tempo come quello del gatto e del topo:
Nonno/gatto: “Dov’è il formaggio?”
nipote/topo: “Nella dispensa”
nonno/gatto: “E la chiave?”
nipote/topo: “E’ sotto il trave”
nonno/gatto: “E la chiavina?” (una volta il formaggio era custodito in una dispensa nella dispensa, con doppia chiavina)
nipote/topo: “E’ sotto il cuscino”
nonno/gatto: “E se io ti prendo?”
nipote/topo: “Io scappo”
E via di corsa…
Eliseo
nonno/gatto:

Sono una domatrice di pulci. Questo in sè è già argomento di conversazione per una cena noiosa. Di più, il mio circo è talmente minuscolo da entrare in una scatola e da poter essere visto da una sola persona alla volta. A quanto risulta dalla banca dati internazionale dei circhi di pulci (potete non crederci ma ne esiste una, inglese, aggiornatissima), il mio è il primo di questi spettacoli realizzato in condizioni di così conturbante intimità. La mia scatola si accomoda in un angolo del foyer, piccolo dono inaspettato per i frequentatori del teatro. Decora e anima un tratto di strada, che risuona della voce potente dell’imbonitore addestrato per l’occasione (Gigi, il mio primo tentativo di domatrice di esseri umani). Qui a Charleville mi si può trovare ovunque, grazie alla disponibilità ed estrema gentilezza degli organizzatori.
E, finalmente, posso confrontare il mio lavoro con quello di altri colleghi “inscatolati”. La tecnica teatrale che utilizzo è molto popolare in Sudamerica, in particolare in Brasile dove è conosciuta come teatro Lembe lembe (dal nome della macchina fotografica di metà 800, cui l’estetica della macchina spesso si ispira). Esistono addirittura festival interamente dedicati. Beati loro! Qui al Festival Mondial una strada è interamente popolata da una teoria di scatole brasiliane, cilene, uruguayane. Un’occasione ghiotta per me, una delle pochissime artigiane a lavorare in scatola in Italia, paese in cui sono ancora (troppo) pochi gli artisti stranieri invitati a presentare micro-performance. Tra un impegno e l’altro con il mio circo mi sono dunque accomodata davanti ad ogni genere di pertugio. La varietà è tanta: uno, due, cinque spettatori, uno o due occhi alla volta, storie comiche, tenere, surreali, grottesche, tecnologiche. Una fabbrica di OGM, una lettera in bottiglia, assetati nel deserto e cantanti d’opera. Un po’ per tutti i gusti. La scatola è un contenitore, e come tale può ospitare una varietà infinita di immagini. Gli artisti che ho incontrato qui lavorano prevalentemente con piccoli pupazzi e marionette.
A prescindere dal livello qualitativo delle produzioni, mi sono resa conto che il mio spettacolo si distingue particolarmente per la materia principale con cui lavoro all’interno della scatola: l’immaginazione dello spettatore. Non risponderò alla domanda: “Ma ci sono pulci vere?” Sarete voi a farlo al termine dello spettacolo. E sono sicura che le risposte saranno una diversa dall’altra. Sebbene il pubblico di questo festival sia abituato alle scatole teatrali, colgo tuttavia negli occhi degli spettatori, al termine dei 4 minuti a loro dedicati, la sorpresa di essersi sentiti levare il tappeto sotto i piedi. L’inaspettato ha trovato posto nel loro carnet. Le pulci sono orgogliose. La domatrice guarda al futuro con rinnovata unica, piccola, intima e preziosa fiducia. Una fiducia che sta giusto custodita in una scatola
Incredibile a dirsi, ma la Regione Champagne-Ardenne oltre ad avere un assessore alla cultura di 26 anni (!) nel 1983 ha dato in gestione tutta la cultura ad una associazione, l’ORCCA – Office Régional Culturel de Champagne Ardenne, che accoglie i progetti, li valuta, ne propone di propri. E’ organizzato da loro il convegno Lever les freins, una giornata per addetti ai lavori dedicata alle arti della marionetta. Accueillir la marionnette : lever les freins, élargir les possibles è il tema del confronto.

Matinée-débat de 10h à 13h, Le Repaire, Espace Professionnel, 21A rue d’Aubilly. A l’occasion du Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes, l’Orcca et l’association Themaa proposent aux professionnels du spectacle et aux médiateurs une matinée-débat exceptionnelle autour des arts de la marionnette. Elle tentera d’interroger collectivement les conditions qui permettraient au théâtre de marionnettes et de formes animées de mieux occuper la place qui lui revient parmi les arts vivants : création, production, diffusion, action culturelle. A travers des expériences réussies ici, des points de blocage repérés ailleurs, quelques témoignages inspirants, la rencontre pourra contribuer à remobiliser l’ensemble des acteurs concernés autour de schémas d’actions originaux. Les échanges seront animés par Anne Quentin, journaliste à La Scène, en présence de nombreux intervenants français et étrangers : Philippe Choulet, Grégoire Callies, Philippe Sidre, Georgina Castro Küstner, Lucile Bodson, Anne-Françoise Cabanis,…
La domanda condivisa è stata dunque questa: come fare per veder riconoscere al teatro di figura un reale posizionamento nelle programmazioni teatrali, al di là del pregiudizio che lo vede relegato alle scolastiche e alle domenicali, pensando ad un giovane pubblico. Marionette e burattini in realtà sono poesia davvero per tutti, anche se per scoprirlo a volte è necessario accompagnare i propri figli ad uno spettacolo. Molto si è parlato anche della necessità e della difficoltà di una definizione del teatro di marionette, nonchè del pericolo insito in essa.
Georgina è intervenuta come relatrice in quanto direttrice artistica del Teatro del Lavoro di Pinerolo, come Vu d’Ailleurs, prima della sintesi finale di Jean-Claude Daniel, président de l’ORCCA.
Non puoi non rimanerne affascinato. La sua maschera é l’incarnazione di quegli immaginari Dei che in un festival come questo – sogno di ogni marionettista e luogo, come dice Damiano, “divenuto mito nell’immaginario del burattinaio di ogni paese della terra, suolo sacro da calpestare con dovizia e rispetto” - dovrebbero guardare e giudicare il talento e l’energia degli artisti. Dalle 10 alle 21 le Grand Marionettiste di 12 metri, concepito da Jacque Monestier e installato sulla facciata dell’Institut international de la marionnette dal 1991, guarda tutti i burattinai fissi negli occhi, in cerca delle loro verità. Vive al centro del festival come la marionnette au centre des arts, rencontres et innovations du festival. Accompagna giorno dopo giorno gli studenti dell’ENSAM (Ecole National Superieure des Arts de la Marionnette) e il lavoro di ricerca, creazione e formazione dell’Institut, per poi prendere per mano i 130.000 spettatori (la scorsa edizione) del festival, faro di quest’atmosfera febbrile, in cui ”on va se passioner, s’enflammer, se chamailler pour un spectacle ou pour un autre. Une ambiance extraordinaire va se reprandre dans toute la ville, jusqu’au bout de la nuit.”
Paola
Un vero risveglio ardennese stamattina: galette au sucre – una specie di focaccia dolce di Susa con sopra, a seconda delle varianti, burro e zucchero o un po’ di crema – e poi passeggiata con le mani in tasca per il freddo che fa. Sopra, un mare di tetti spioventi, abbaini, comignoli e antenne TV malferme sul loro unico piede: una geografia per gatti davvero da cartolina. Intorno, il corso lento del fiume Meuse, e un’infilata di casette di due o tre piani in pietra calcarea gialla e ardesia, con bowindow e balconcini ricamati; vetrine addobbate a festa con marionette e burattini che per una decina di giorni tornan fuori dalla scatole rinconquistandosi la possibilità di dire la loro; la bol d’air del Mont-Olympe, le festose vie del centro assiepate di bancarelle, di artisti, di appassionati con la mappa del festival in tasca e di scolaresche in pettorina verde. Il ritmo pare sempre lo stesso, lungo i viali alberati, rigoroso ma non austero, per poi aprirsi vicino a l’Hotel de ville e grazie ai 24 eleganti pavillons da ‘ville nouvelle’ della Place Ducale. Riapre anche il Forum con il nostro Etre Marionnette.
Paola










Un piccolo variegato campionario della fantasia e della creatività con cui i negozianti di Charleville dimostrano di sentirsi in qualche modo parte del festival. Sono cose che qui in Italia non si vedono proprio tutti i giorni…
Ci si trova tutti in aeroporto, a Torino Caselle, chi dopo aver fatto ’scorta’ di nicotina fumando il sigaro in attesa di un passaggio fin lì, chi con la preoccupazione che i fiori di bach o il violino non passino il check-in, chi armato di giornale, mensile sulla montagna e bottiglietta d’acqua per il viaggio. Io arrivo dopo aver scoperto che l’impianto elettrico della mia macchina ha deciso per il suo canto del cigno proprio alle 6.30 del mattino, carica dei bagagli di Charleville. E mentre penso che 36 euro di taxi sono molti di più di quelli spesi per il biglietto aereo fino a Charleroi, a cominciare è una girandola di saluti, di volti noti, e di curiosità verso occhi nuovi, incrociati per la prima volta, di cui non sapevo. Ci muoviamo tutti con gesti precisi, netti, senza tentennamenti, solo qualcuno si affida agli altri, per paura di perdersi tra gate e boarding pass, finché non si parte davvero: sotto di noi Chamonix e il Monte Bianco, un mare di nuvole che paiono un antico ghiacciaio.

Per decidere chi prenderà il pullmino e chi invece partirà in macchina si perde un po’ di tempo, ma alla fine la vera sorpresa è la statale tra Charleroi e Charleville, un’unica vera infilata di lavori in corso. Alla fine di tutto, una cittadina di case a due piani immersa nel verde, con guglie aguzze color graffite e il festival mondiale della marionetta. Le piazze e le strade fitte di capannelli, in cerchio intorno agli artisti. Manifesti ovunque, come ghirlande, che vestono le strade a festa, e un corno che suona in lontananza, ma poco dopo è una cornamusa, girato l’angolo un burattino che canta. Un punto di accoglienza per i professionel dispensa cartelline, birre e torte di mele, e un drago che sputa fuoco che gira per le strade della città, poco oltre è una giraffa sui trampoli, lì accanto c’è una mano vestita da un guanto e da due bottoni che ruba grida di giubilo ai bambini intorno.
Al Forum è tutto un brulicare. Gli artisti arrivano alla spicciolata, con le loro valigie di meraviglie in spalla, srotolano fame e sapienza, bivaccano, scaricano i materiali, appendono locandine in giro per la città, qualcuno canta una canzone bambina: “Gira gira per il mar corri e non fermarti mai sempre all’erta notte e dì pirata sei così” e penso che per tutti noi oggi sia proprio così.
Paola
Si corre davvero, perchè lo spazio ci è stato dato soltanto adesso. Prima era degli alsaziani, e ora bisogna montare tutto alla velocità della luce, si corre, si corre, si corre. I cartoni sono ovunque, il materiale da scartare, le teche di cristallo da pulire, il pavimento da spazzare. E intanto gli arrivi, i saluti di tutti. Capriole su capriole.




Ecco il nostro Marco Grilli vestito da Gianduja, in giro per le vie di Charleville-Mézières!

Ieri primo giorno di festival per Etre Marionnette della Regione Piemonte… per iniziare ad “ambientarsi” nel marasma caotico di questa cittadina popolata da marionettisti, burattinai, teatranti, artisti e tanta gente, adulti e bambini, di tutte le parti del mondo! Nella splendida piazza Ducale, il primo spettacolo dei Fratelli Niemen, subito segnato dalla ricchezza degli incontri e all’insegna dell’interculturalità: Bruno Niemen inizia il suo spettacolo “L’Acqua Miracolosa”, in italiano… in piemontese… ma ecco che arriva Albert Bagno e così, sul momento, si propone di dargli una mano e di interpretare in francese il Gianduia! E’ buffo vedere il “dietro le quinte”, osservare Bruno Niemen che, a torso nudo, armeggia coi burattini e ogni tanto scivola un po’ troppo nel piemontese per il compagno inginocchiato a fianco a lui che dopo ogni sua battuta “traduce” in francese… il pubblico cresce e segue, la collaborazione è perfettamente riuscita
Livia

Torino, h 8.00, Campo Base Regione Piemonte
L’ufficio è ancora vuoto, silente, in attesa del nostro ultimo colpo di coda. La scaletta di post-it che campeggia sulle nostre scrivanie è fitta di pioli, come prima di ogni partenza, e il premio che ci aspetta – albero della cuccagna da così tanto atteso – è la valigia pronta per Charleville-Mézières. Un respiro, e si procede poi a ritmo serrato.
Pinerolo, h 8.00, Campo Base La Terra Galleggiante
E’ Francesca l’ultima a partire, con il suo bastimento carico di…Tocca a lei lo sguardo materno, quello della ricognizione, a cui tutti si affidano per assicurarsi di non aver dimenticato nulla. La conta finisce salendo sul furgone pronto in cortile, dove ci sono anche Giacomo il tecnico e Lello per il Bar-ouf, cui è affidata la guida del furgone delle ragazze delle Due e un quarto. Fino a Charleville-Mézières sono 867 i km da macinare!
Charleville-Mézières, h 8.00, La vetta
Che ci si svegli nel cuore caldo di una delle famiglie che in 10 giorni ospitano più di 500 addetti ai lavori, o nel bellissimo campeggio sul lungofiume, dopo il caffè il ritmo si fa sempre più sincopato, in previsione dell’apertura di domani dello spazio Etre Marionette presso il Forum. Stamattina alle 11h00 Gianluca Di Matteo debutta presso la Cour du Musèe de l’Ardenne con le sue Guarratelle di Pulcinella – riprese poi alle 14h30 e alle 21h00 – mentre Niemen sarà ancora in Place Ducale alle 16h00 con il suo L’eau miraculeuse, dopo aver risolto (speriamo) il problema della chiave rotta nella toppa della sua roulotte. Stasera verso le dieci non mancherà nemmeno il furgone in arrivo dall’Italia da scaricare, ma nel tempo matto di questa giornata di pendenti da chiudere, di ultime cose da sistemare, di materiali da distribuire, non si mancherà di partecipare alla Giornata della pace in Place Ducale, cui presenzierà anche il presidente del Festival Mondial des théâtres de marionnette Jean Felix, nipote del Jacques che nel 1961 diede i natali alla manifestazione.
Nodo dopo nodo, la cordata procede dunque verso la vetta, ove gli scatoloni e le casse ci aspettano, vessillo di un Piemonte che non mancherà.
Paola


Spaparanzata sul cuscino, le mammelle adagiate su un copriletto così azzurro da farti sognare il mare, la mucca di pezza aguzza le sue orecchie fiorate: un piccolo piede s’è mosso, guadagnando con una parabola netta l’altra sponda del letto. Una manina annaspa nelle vicinanze della sua coda in cerca del ciuccio, l’altra si assicura la stretta intorno alla sua zampa marrone. Mucca sa che in quel primo sfarfallio mattutino di occhi azzurri si infrange la quiete notturna, che per oggi il suo lavoro è finito, in quell’ultima stretta da angelo custode. La piccola Anna si è svegliata, chiamerà per avere un altro abbraccio, infine la pappa, ma sa anche che, per entrambe, sarà una giornata speciale, di valige da fare per Charleville-Mézières:
FR 4865 – 22 set 2009 da TRN – Torino a CRL – Bruxelles (Charleroi)
E con loro tutta la banda!
Paola
Se il buon giorno si vede dal mattino, il sole che oggi ci fa da cappello e queste strade così dense e brulicanti di persone e - perchè no – il caldo benvenuto del sindaco di Charleville alle compagnie ospiti del festival e il calore familiare dell’accoglienza riservataci dalle famiglie del luogo che ospiteranno alcuni di noi, sono da soli il migliore degli auspici possibili. Le cartoline con il programma di Etre Marionette, i più preziosi cofanetti per i professionel, gli inviti alla conferenza stampa di presentazione allo spazio piemontese, le borsine e le spille sono gli uccelli di cui leggere il volo per arguire la volontà degli Dei, poichè il campo di battaglia questa volta è l’arte di un teatro di figura tutto piemontese.
Alle 16h00 Niemen fa il suo esordio al festival mondiale con L’eau miraculeuse. La Place Ducale è gremita e immensa, un mare di teste da attraversare, e a far da traduttore simultaneo d’eccezione è Albert Bagno dell’UNIMA ITALIA.
C’è poi la regista di Piemonte Movie, Diana Gironini, che segue Livia (il nostro ufficio stampa) passo passo, intervistando, chiedendo, raccogliendo storie, intrecciando i destini di tutti su hard disk: la promessa per tutti è quella di un documentario capace di raccontare la Bar-ouf di questa esperienza oltralpe.
Nel sopralluogo allo spazio del Forum scopriamo che i tecnici sono tre e davvero gentilissimi e disponibili. Lo spazio espositivo guardato con gli occhi di chi sa quale allestimento dovrà ospitare sembra più che mai adatto, e il bar nel cortile adiacente molto ospitale.
Si finisce con un arrosto inaspettato, cucinato per noi dagli ospiti francesi, viatico prezioso per i giorni a venire.
Bonne nuit!
ETRE MARIONNETTE – Piemonte dal Vivo
Un’iniziativa promossa da
REGIONE PIEMONTE
Direzione Cultura, Turismo e Sport
Daniela Formento, direttore
Settore Spettacolo
Marco Chiriotti, dirigente
In partenariato con
Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes
Organizzazione e coordinamento
Piemonte dal Vivo
Giulia Bertorello, Cristina Giacobino
Direzione artistica e coordinamento
Georgina Castro Küstner
Damiano Privitera
(La Terra Galleggiante – Teatro Alegre )
Direzione organizzativa
Francesca Costarelli
Direzione tecnica
Giacomo Cuppari
Redazione Editoriale
Paola Bologna (Piemonte dal Vivo)
Promozione e ufficio stampa
Livia Siciliano
Documentazione fotografica
Daniele Gianoglio
Riprese video
Piemonte Movie – Diana Gironini
Identità visiva
Giorgio Badriotto
Traduzioni
Eleonor Duffy, Julie Linquette
In scena
Dino Arru, Raffaelle Arru, Erica Borroz, Franco Cardellino, Guido Ceronetti, Patrizia Da Rold, Georgina Castro Küstner, Gianluca Di Matteo, Marco Grilli, Silvia Laniado, Luca Mauceri, Tatiana Mazali, Bruno Eliseo Niemen, Alessandro Nosotti, Gigi Piga, Damiano Privitera, Valeria Repetto, Valeria Sacco, Martina Soragna, Chiara Trevisan, Maritza Velasco, Moreno Zemignani
Equipe tecnica
Daniele Contu, Marco Zicca, Maurizio Grosso, Marco Roccati, Alessandra Zappattini
Equipe organizzativa
Bianca Chiappino, Giacomo Chiaramello, Anna Balley, Fabrizio Gavosto.
Spazio espositivo Au pied du monde
A cura dell’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare e del Teatro dei Sensibili
Editoria
Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare e Associazione Peppino Sarina
Bar-Ouf
Cooperativa Il frutto permesso
Cantine Fontanafredda
La sua città
Mézières, antica roccaforte, e Charleville, follia architettonica di un principe italiano del XVII secolo, in principio separate dal torrente Meuse, si uniscono nel 1966.Charleville-Mézières, capoluogo del dipartimento Ardennes e città natale di Arthur Rimbaud, accoglie fra le sue mura il più grande festival di teatro di marionette del mondo.
La sua storia
Nel 1961 Jacques Felix, un appassionato illuminato oggi scomparso, invita alcune compagnie europee e francesi a unirsi alla sua, per la prima edizione di un festival che andrà incontro a un successo sempre crescente e arricchirà il teatro di marionette di un Institut international, di una Ecole Nazionale Supérieure des Arts de la Marionnette e di una capitale mondiale, Charleville-Mézières! In un’epoca in cui per l’Europa occidentale il teatro di figura era un’arte minore, riservata ai bambini, l’appuntamento ardennese ha giocato un ruolo importantissimo nella nascita e notorietà di quest’arte, sdoganandola da questa concezione riduttiva e aprendola il più ampiamente possibile alle culture e tradizioni dei 5 continenti, in particolare all’Asia e all’Africa. Da questo confronto tra le arti primarie, le grandi tecniche classiche – marionette a filo, a bacchette, a guanto, ombre – e le nuove tecnologie, nascono un’effervescenza e una creatività che si rigenerano all’infinito.
I suoi numeri
Questa manifestazione triennale è oggi il più importante incontro mondiale di marionettisti, programmatori e pubblico di appassionati. Nell’ultima edizione, quella del 2006, il festival In e Off ha accolto 150.000 spettatori. Anche quest’anno promette una dieci giorni capace di rinnovare l’atmosfera della grande festa popolare grazie all’emozione dello spettacolo dal vivo, e propone un tema comune: la marionette au centre des arts, rencontres et innovations. L’ambizione condivisa è infatti quella di valorizzare l’identità contemporanea del teatro di figura, che sempre più spesso è al centro delle arti della scena, dalla danza al teatro, dalla musica al circo e alla magia, dal video alle arti plastiche.
Sono più di 20 i paesi rappresentati, di tutti i continenti, ma la Regione Piemonte – insieme a Cile, Québec, Corea, Belgio e Paesi Bassi – si vede dedicare uno spazio e un’attenzione particolari. La direttrice artistica Françoise Cabanis, invitata a Pinerolo dal 27 febbraio al 1 marzo 2008 alla VII Vetrina Teatro Figura Piemonte – En attendant Charleville-Mézières ha partecipato personalmente alla selezione delle compagnie e degli artisti che dal 20 al 27 settembre 2009 rappresenteranno oltralpe le espressioni più interessanti del teatro di figura regionale con il programma Etre marionnette – Il Piemonte dal vivo.
PROGRAMMA AL FORUM
18, av Jean Jaurès – 08000 Charleville-Mézières
martedì 22
h 18
Gianluca Di Matteo – L’uomo che viveva nell’armadio
Le Due e un quarto – Retrò …
h 21
Teatro Alegre – Marionette in cerca di manipolazione
mercoledì 23
h 9.30
Marivelas – Il circo di Clemente
h 11
Marivelas – Il circo di Clemente
h 17
ODS sc/TS Torino/Teatro dei Sensibili – I misteri di Londra
h 21
ODS sc/TS Torino/Teatro dei Sensibili – I misteri di Londra
giovedì 24
h 11
Marivelas – Il circo di Clemente
h 14.30
Gianluca Di Matteo – L’uomo che viveva nell’armadio
Le due e un quarto – Retrò …
h 18
Teatro Alegre – Marionette in cerca di manipolazione
h 21
Teatro Alegre – Marionette in cerca di manipolazione
venerdì 25
h 9.30
TeatroDistinto – Sono andati tutti via
h 11
TeatroDistinto – Sono andati tutti via
h 14.30
Marionette Grilli – Gianduja e la farina magica
h 18
Gianluca Di Matteo – 85. le anime del purgatorio
h 21
Gianluca Di Matteo – 85. le anime del purgatorio
sabato 26
h 9.30
Marionette Grilli – Gianduja e la farina magica
h 11
Marionette Grilli – Gianduja e la farina magica
h 14.30
Gianluca Di Matteo – 85. le anime del purgatorio
h 18
Dottor Bostik / Unoteatro – B&B – Beckett and Bacon
h 21
Dottor Bostik / Unoteatro – B&B – Beckett and Bacon
domenica 27
h 11
Gianluca Di Matteo – L’uomo che viveva nell’armadio
Le due e un quarto – Retrò …
h 14.30
TeatroDistinto – Sono andati tutti via
h 18
Dottor Bostik / Unoteatro – B&B – Beckett and Bacon
PROGRAMMA IN STRADA
20 – 23, h 16, Place Ducale
Fratelli Niemen – L’acqua miracolosa
24 – 26, strade di Charleville-Mézières
Guido Ceronetti / Teatro dei sensibili – Noi siamo fragili. Spariamo poesia
22 – 27, strade di Charleville-Mézières
Chiara Trevisan – Valentino’s Flea Circus
lunedì 21, h 11 – 14.30 – 21, Cour du Musée de l’Ardenne
Gianluca Di Matteo – Le Guarattelle di Pulcinella
TELEVISIONS
- Arte : « Le Journal de la Culture », 5 sujets diffusés du 14 au 18 septembre chaque soir, réalisés en amont du festival par Cécile Magne.
- France 3 Champagne Ardennes :
- Le 13 septembre reportage par Michelle Pigeon sur les préparatifs du festival 19/20
- Le 25 septembre de 15h à 16h, émission de 52 minutes en différé de la Place Ducale (enregistrement le vendredi 24 septembre de 11h00 à12h00).
- Tous les jours duplex en direct du festival dans les JT du 12/13 et du 19/20 du 18 au 27 septembre.
- France 3 Lorraine :
- Le 10 septembre, captation de la photographie de Christophe Loiseau et des répétitions compagnies.
- Captation et diffusion de 2 spectacles : « Sleeping beauty » par la Compagnie Akselere et « Sur la dune » par le Tof théâtre
- Documentaire sur Geo Condé de 13 minutes diffusé le 3 Octobre.
- France 2 : Reportage par Marie-Hélène Bonnot le premier week end du festival
- TF1 : Reportage par Vincent Dietch le premier week end du festival
RADIOS
- France Info :
- Chronique « Sortir, Ecouter, Voir » par Claire Baudéan le 17 septembre : Annonce du festival.
- Chronique « Sortir, Ecouter, Voir » par Claire Baudéan le 21 ou 22 septembre : Reportage au festival.
- France Inter : « Esprit critique » par Vincent Josse, Duplex entre Vincent Josse et Monique Derrien le 16 Sept, avec extraits et reportages.
- France Bleu : invité dans la matinale : Anne Françoise Cabanis, le 16 en direct.
- France Culture : « Les Mercredis du Théâtre » par Joëlle Gayot, reportage itnterview d’Anne Françoise Cabanis de 15h00 à 16h00 le 23 septembre.
PRESSE ECRITE
- La Vie : Article 6 pages et 4 photos : Christine Monin et Fanny Leborgne le 10 septembre.
- Nouvel Observateur : Annonce par Odile Quirot le 10 septembre.
- Télérama : (cf : Pages critique) Par Mathieu Braunstein le 16 septembre.
- Le Figaro : Interview d’Anne Françoise Cabanis + focus sur l’humour par Valérie Sasportas le 18 septembre.
- Les Echos : Interview d’Anne Françoise Cabanis par Dominique Charton sur la professionnalisation et la mise en place de biennalisation. Parution le 17/18 Septembre.
- La Croix : Didier Méreuze « Sur les traces de Rimbaud » Reportage le 18 septembre à Charleville-Mézières.
- L’express : « La marionnette et l’humour » par Laurence Liban à l’occasion du festival sur la marionnette et l’humour le jeudi 17 septembre.
- Le Pellerin : Annonce du festival par Maxime Lubliner le 17 septembre.
- VSD : Annonce du festival par Céline Jacques le 16 septembre.
- Les Inrockuptibles : Annonce par Fabienne Arvers le 15 septembre.
- Politis : Une page d’interview d’Anne-Françoise Cabanis par Gilles Costaz
Des papiers suivront par des journalistes présents au festival : L’Humanité, Le Parisien, Libération, La Croix, l’AFP, La Libre Belgique…
Chers amisDu 18 au 27 septembre prochain aura lieu le Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes à Charleville-Mézières, le festival de marionnette le plus emblêmatique au monde. La Région Piémont a été invitée à participer, grace à l’articulation des projets, des propositions, des initiatives qui la positionnent aujourd’hui à l’avantgarde du panorama italien du théâtre de marionnette.
Le parcour-exposition, les 11 compagnies avec 14 productions differents, plus de 40 représentations mises en scène avec ETRE MARIONETTE dans l’espace théâtre du Forum (22-27 septembre) dédié au Piémont, mais aussi dans le rues de Charleville (20-27 settembre), témoignent une production artistique active et l’existence en région d’un “système marionnette”, capable de valoriser, aux côtés des formes traditionnelles, toutes les expériences expressives de la scène contemporaine.
Nous vous attendons à ETRE MARIONNETTE pour y découvrir de nouvelles aventures artistiques
A TRES BIENTOT
Georgina Castro Kustner et Damiano Privitera
La Terra Galleggiante – Teatro Alegre
Programme
http://www.regione.piemonte.it/piemontedalvivo/marionnettes/dwd/programma.pdf
Invitation
http://www.regione.piemonte.it/piemontedalvivo/marionnettes/dwd/invitation.pdf
Direction artistique et organisation
La Terra Galleggiante +39.0121.794573
georgina@teatroalegre.it
Dès 20 septembre: +33.606697249
Attachée de presse
Livia Siciliano - livia.siciliano@gmail.com
+39.0121.74067 +39.3401474769
Dès 20 septembre: +33.606621296
Matériel pour la presse
www.regione.piemonte.it/piemontedalvivo/marionnettes/pressarea.htm
La nostra Francesca Savini, tornando da Avignone, ha portato con sè una valigia piena di ricordi. Potete trovare le sue foto sul sito di Piemonte dal Vivo.

Altre foto della parata delle compagnie de la Farandole à l’italienne ad Avignone le trovate qui. Sono sull’album pcasa di jjacquesmorin.

Ci è poi arrivato via mail un pdf di Philippe Fourel sulla programmazione OFF di Avignone che potrete scaricare cliccando qui
Buon divertimento!






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