Venerdì 27 febbraio 2009, alle 14,30
inizia la vetrina…………………….
Oggi 1 marzo 2009, ore 00,30
la vetrina è finita.
Gli spettatori passano l’ultimo minuto concesso dai sacerdoti di sala, lungo più di quanto un orologio onesto consentirebbe, nell’occupazione puntigliosa del proprio posto a sedere per esplodere, dopo la compostezza della visione, in chiacchera sciolta e appartata. Libertà da fine partita, in cui la critica è più credibile perché concessa soprattutto alle proprie di orecchie. Esse vengono elargite a destra e manca senza ipocrisia e rispetto alcuno: sono da ascoltare e considerare con attenzione. Pulcinella è nudo! I vestiti ce li ha il popolo, quei personaggi costretti ai lati della via dell’opulenza, dove i ricchi carrozzoni carichi di uomini nudi, transitano per boulevard di una impalpabile città del teatro di figura, direzione strapiombo.
Loro, gli emarginati, non hanno abiti cuciti con i fili “d’oro” del savuar fare, si è vero, ma hanno tela robusta e sufficiente per ricavarne, soprattutto, capi veri, direi “reali”.
Nel lasciare la sala, nell’ultimo solitario calpestio triste, quando l’apparizione a terra dei programmi ci rivela quanto questi siano spreco per l’educazione, le ultime persone ad uscire sono il meritato strascico di emozioni e ci lasciano un dentro inconsolabile … fino al prossimo spettacolo. Teatro, pura droga dell’anima pura… dopo pensi: la vetrina ha svolto il suo dovere e proposto un’analisi. Abbiamo il tempo, l’opportunità per tenerne conto, per esporsi nello scriverne? Sarebbe utile.
C’è un percorso da fare, l’occasione è delle migliori perché sappiamo dove andare, preannunciavo sopra, e questo è stato il verdetto, scusate la rima baciata, perfetto.
Il teatro di figura in Piemonte andrà a Charleville-Mézières e crescerà, e dovrà imparare a pensare con l’ambizione di un bambino e la concretezza di una madre.
Damiano Privitera – Teatro Alegre

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