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PIEMONTEDALVIVO onstage: Il blog di PIEMONTEDALVIVO
mar
17
feb
2009

Da Pinerolo aspettando Charleville


Le vetrine, cosa sono? Nascono, si incontrano, si moltiplicano. Vetrina d’Italia, di mezz’Italia, di Italia calda e d’Italia fredda, e poi tra un po’ le vetrine dei giovani, dei vecchi, delle donne e dei bambini (fateli passare  per primi, per favore!!). Cosa riflette questa situazione? Forse  la paura del futuro, l’affanno a trovare lo spazio vitale per la sopravivenza del proprio amato pensiero teatrale… forse.

Vorrei allora parlare di una vetrina senza essere né didascalico, né asettico corrispondente  di “una notizia”, è  questa la difficile promessa che mi assumo nello scrivere de: la Vetrina TFP di Pinerolo.

Il panorama positivo esisteva già, e di fatto  ha raccolto nei sette anni di vita, le potenzialità della burattineria e marionettistica regionale ed ha trasformato latenze artistiche in forze cinetiche concrete; ha dato l’opportunità a nuove leve e nuove idee di esporsi e, in qualche modo, di imporsi all’attenzione della critica e degli operatori del teatro. Ha fatto ciò promuovendo una gerarchia di merito, scevra da qualsivoglia pregiudizio di gusto personale (degli organizzatori) o, peggio, “politico”. Ed ora tutto questo lavoro sfocia in un viaggio con e verso le figure nel nord-est della Francia, nel più emblematico dei festival di marionette, quello mondiale, quello di Charleville Mèziéres.

 

E noi, burattinai piemontesi, effettivamente cosa possiamo portare lì, chi siamo e dove siamo?

Wanted  future, cerco il mio doppio, le parole hanno preciso significato sempre, in qualsiasi posto scritte. Questa volta le abbiamo scarabocchiate sulla faccia di due teste di legno: linguaggio su linguaggio. Esse raffigurano in modo sintetico ma preciso le intenzioni e le umane illusioni di coloro che con la paura come pane quotidiano trovano lo spazio mentale, le ultime energie, le più forti e vitali nello spirito di sopravvivenza, per elaborare il difficile compito del semplice meccanismo drammaturgico della poesia del teatro delle marionette, dei burattini delle ombre e delle luci.  Essi si ostinano di farlo con sguardo dritto all’orizzonte, fronte alta, posizione morale coraggiosa in questo palcoscenico economico e sociale nel baratro della crisi chissà, anche spirituale; comunque se per qualcuno esiste un doppio e futuro falso, incerto e, comprensibilmente per certi versi, arrendevole, questi non sono i burattinai.

Nella crisi la forza delle persone alla fine diventa contenuto, per forza maggiore s’intende; ora si potrà tramutare in drammaturgia la ricerca di un proprio doppio chiarificatore, consolatorio forse, ma pur vero nella finzione. È il discorso fondamentale del teatro di figura, quello che, quando c’è, fa emozionare il pubblico; una realtà inverosimile, dubbia, ambigua, confusa tra materia e metafisica, pane e carne per i denti dell’artista e del pubblico poeta.

 

Cos’è quindi un viaggio verso le figure, un En attendant Charleville Mézières? Cosa vuol dire caricare i nostri furgoni di masserizie scenografiche come profughi in fuga di un teatro irriconosciuto? Forse è  una sfida alle negligenze progettuali del “ieri” quando tutto, ottimisticamente, doveva bruciarsi nello spazio di un ricordo a breve.

Si, questa iniziativa, anche organizzativamente, vuole essere un intervento di futuro, con un lento rilascio promozionale, di lungo respiro. Un’iniziativa che si regge sul piatto internazionale dei più ricercati: il Festival Mondiale della Marionetta di Charleville Mézières.

 

Il viaggio è in definitiva l’ennesima “messa in scena” delle energie e delle fondamentali sensibilità dei burattinai, malati di utopia; sogno da conciliare con il fare, concretissimo, del teatro di figura.  Queste forze dell’ossimoro della materia viva sono pronte a mettersi in luce, cercare domani e dopodomani, nel lavoro ma non solo; prendere umilmente esempio e imparare sempre, questa sarà la motivazione sottotraccia ma la più realisticamente sensata. Quella che alla fine costruirà la nostra, la loro credibilità, unico e vero sostegno, moralmente accettabile, all’arte delle compagnie marionettistiche piemontesi…e non solo.

 

 

Damiano Privitera – Teatro Alegre


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gio
5
feb
2009

Vetrina TFP “Aspettando Charleville 09”

La direttrice artistica della XV° edizione del Festival Mondial di Charleville-Mézières – la grande kermesse che avrà luogo dal 18 al 27 settembre 2009 presso l’omonima città francese, sede del noto polo mondiale di documentazione, formazione e ricerca nell’ambito del Teatro di Figura – Françoise Cabanis, è stata invitata a Pinerolo dal 27 febbraio al 1 marzo alla VII Vetrina Teatro Figura Piemonte – En attendant Charleville-Meziérès per partecipare personalmente alla selezione delle compagnie e degli artisti che dal 22 al 27 settembre rappresenteranno oltralpe le espressioni più interessanti del teatro di figura regionale con il programma Etre marionnette – Il Piemonte dal vivo.
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Questo spazio permetterà alle compagnie piemontesi di prendere parte ad un processo di confronto, verifica, conoscenza reciproca e collaborazione. Questa opportunità è stata proposta a tutte le formazioni regionali senza esclusione, senza filtro alcuno, senza selezioni. I programmi delle varie edizioni si sono composti sempre con criteri utili a eliminare qualsiasi pregiudiziale, per cercare il più possibile di formare un giudizio che fosse solo di merito, specchio di un valore artistico, rispettoso verso tutti gli artisti.


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