PIEMONTEDALVIVO
onstage
PIEMONTEDALVIVO onstage: Il blog di PIEMONTEDALVIVO
mar
24
ott
2006

Questo sabato Gambarotta padrino dell’Elogio

Sabato 28 ottobre, alle h 21, presso il Teatro Sacra Famiglia di Dogliani va di nuovo in scena l’anteprima dell’Elogio della sbronza consapevole, III atto di Non ci manca che il mare a risplendere forte, già presentato al Castello di Cortanze a fine settembre. Compagno di viaggio in questa occasione sarà Bruno Gambarotta, già padrino dell’omonimo testo di Remmert e Ragagnin.

 M2.jpg

A partire dal rigoroso lavoro di recupero e dalla fervida immaginazione di due scrittori torinesi, l’Elogio tratteggia un ramificato percorso nei secoli e nelle geografie di libri e di taverne, a spasso tra le parole scritte dalle più grandi penne della letteratura internazionale. Tema del viaggio? Qualunque, purchè alcolico! Così, guidati da un abile cantiniere e da uno strano suonatore di bottiglie, si entra nella magia delle terre rosse di vino.

L’appuntamento è, allora, con uno spettacolo che racconta una terra e un frutto, il Piemonte e le sue vigne, con parole rubate ai filari che dipanano il tema del bere prendendo a pretesto una festa nuziale. Gli invitati tardano ad arrivare, ma ogni bottiglia stappata comincia a parlare…

Ti aspettiamo!
Puoi prenotare telefonando allo 011.3042808 (ingresso unico 6€).
Se vuoi saperne di più sull’Elogio della sbronza consapevole visita le altre pagine del blog
Se vuoi saperne di più sull’intera produzione Non ci manca che il mare a risplendere forte visita il sito di Piemonte dal Vivo
Se vuoi vedere le foto dello spettacolo clicca qui.

 


Share |
mer
11
ott
2006

Tutte le foto della Ballata!!!!!!

M14.jpg 

A chi c’era e a chi se l’è perso

a chi ha scritto condividendo con noi un’emozione

a chi ci ha fermato per strada per ringraziarci

a chi sta ancora cantando…

Tutte le foto sono su

http://www.regione.piemonte.it/piemontedalvivo/fotogallery/ballata.htm

 


Share |
sab
7
ott
2006

Ieri sera la prima della ballata: ti te ricordi?

Arriviamo alle otto ed è tutto un fermento. Mammo fa su i cavi rimasti, Antonio riempie la pancia di ogni scarpa sul palco di vecchi giornali, Stefania prepara thermos e bicchieri per il vin brulè. Qualcuno si trucca, c’è Andrea che arriva con la sua HDV per delle prime riprese, poi è una torre di pizze a sfamare la truppa. Ok, in cerchio, ci siamo tutti: tanta merda! E che ci sommerga!
Il circo a palchetto pian piano si riempie, ci son tanti amici venuti per dare consiglio: il parto è concluso, ma da qui si riparte. Ogni sera porterà con sé un nuovo respiro, il teatro già fatto a noi tutti lo insegna. Ci sono anche bambini stesi sui cuscini, per terra. Amanzio, in arancio, racconta delle diverse anime intrecciate fra loro, grazie al progetto della Regione: la danza, il cinema (a breve la Ballata sarà integrata da una parte video che andrà a completare ogni intermezzo), il teatro, la musica, ma non solo. Anche modi diversi di vedere la vita. Le luci si spengono, inizia la danza.

 M21.jpg
Lui, lei e Savino.
Il fou del paese, ma non solo, sarà il finale a svelarlo. Si cresce e si cambia a partire da quel primo ballo. E’ il ’58: è l’Italia che cresce dopo Benito. “Si apre bottega, si cambia lavoro, si pensa alla pancia, si ostenta decoro…Si pensa alla figlia da sistemare, un tale stimato che la porti all’altare”. Tutto sta a superare il primo tratto perché è lì che ci metton più grasso: un aiutino, su, fa parte del gioco. E mentre le ore diventano anni, e tu sei lì seduto a sentir raccontare, sono le canzoni a segnare la strada: le riconosci, fan parte anche di te, la storia che senti è fors’anche la tua. Ma se tutto sembra a tratti brillare, c’è Savino che incalza, raccontando tutto d’un fiato: lui è nato col dolo, nato col dono, con la condanna senza perdono. Crolla ogni castello di carta nella sua verità.  

M10.jpg

La cambio io la vita che, non ce la fa a cambiare me, portami al mare, fammi sognare, e dimmi che non vuoi morire….nanana na nana… e dimmi che non vuoi morire….
Gli applausi sembran ore, poi si rimane lì a chiacchierare. E mentre ci avviamo verso il ristorante, sentiamo qualcuno, lontano, che ancora canta: Ti te ricordi…..quando m’hai salutato, ti te ricordi che stavi sul prato, ti te ricordi….


Share |
ven
6
ott
2006

Ieri notte la prova filata, stasera la prima!

IERI SERA LA PROVA FILATA della Ballata di un amore italiano in cinque silenzi:

3 panini, 1 toast, 1 birra, 1 acqua gasata, 2 the caldi (a dire il vero ce n’era davvero bisogno). Stefania lo ripete tra sè come un mantra, per la paura di dimenticare qualcuno dei suoi. I 3 panini ci seguono così fino al circolo laggiù lungo il fiume (quello coltivato con cura dai giocatori di bocce) poi spariscono nel retro, dietro alla tenda, nel sacchetto dei viveri da riportare alla base. Là ci aspettano Leonardo, Valerio e Gerardo con la faccia dipinta di bianco, Antonio che si affretta a puntare le luci perchè tutto sia infine perfetto, i tecnici a spelar cavi per lui, a ricordargli che quella è la uno, la sette, la nove. Accendi la cinque, la sei e la sette, il resto lo spegni. Ok, è perfetto. Sono le 23 ed è finalmente uno sbriciolar di panini, mentre la sora Cesira ci prova con tutti, le orecchie dritte mentre sta sull’attenti, gli occhi che seguono ogni morso ben dato, la zampa che supplicando guaisce ed implora. Forse ci siamo. Silvia e l’altro Gerardo – l’attore – calzano le scarpe di scena: il resto no, lo rimandiamo a domani, e Paola, la cantante, sparisce dietro alle quinte.

M15.jpg

Enrico misura le luci a prova di naso, il suo sacco di scarpe come di Babbo Natale. Quello che porta è un fluir di parole come fossero canto, e Silvia e Gerardo, dietro di lui, ballano e diventano altro. Tra pail, dolcevite, cappelli e strumenti in sordina perchè è troppo tardi – si torna a casa che è l’una passata – ti accorgi ancora una volta che quando c’è qualcosa che pulsa di vivo, se ci son la storia e il talento d’attori, bastan le parole, gli sguardi, i non detti. E’ il teatro che accade al di là dei costumi, nell’incanto che trovi nel cuore racchiuso.

Grazie Davide per quello che hai scritto, grazie ragazzi per avergli dato il più alto respiro.

STASERA LA PRIMA!

Vi aspettiamo stasera, dopo il check sound di rito, sotto il palchetto di legno cerato con fare da circo. Davanti al Sermig – Arsenale della pace. H 21. “Terrazza, le sette, il sole è un rasoio, tu guardi de soto la piaza ed il molo. Lui deve tornare questione de ore, l’aria le fresca, ottobre se move….


Share |
mer
4
ott
2006

Vi aspettiamo venerdì, sabato e domenica sera!!!!

Eccoci qui. Il tempo della vendemmia è di nuovo arrivato. Il nostro raccolto, pigiato con cura e aria di festa, è l’anteprima del II Atto di Non ci manca che il mare a risplendere forte. E’ la storia di un amore italiano. Ha per colonna sonora le nostre e le vostre canzoni. Portatevi scarpe comode, perchè dopo si balla. Insieme.

L’appuntamento con la Ballata di un amore italiano in cinque silenzi è alle 21 in piazza Borgo Dora, a Torino. Ad attendervi ci saranno Enrico Bonavera (questa volta senza la maschera da Arlecchino che gli ha dato notorietà internazionale), Silvia Edera e Gerardo Mastrodomenico, ma non solo. Con loro, dal vivo, violino, basso, batteria, chitarra, percussioni e la voce di Paola Bertello.

ballata 5 silenziDEF_piccola.jpg

Piemonte dal vivo, Il Teatro delle Forme/Festival delle Province e Ethnosuoni/Folkermesse ti aspettano. L’ingresso è libero, ma è consigliata la prenotazione (tel 011 9692651).


Share |
lun
2
ott
2006

Note da scrittore a regista per l’Elogio della sbronza…

M8.jpg

Dopo l’anteprima dell’Elogio della sbronza consapevole, Luca Ragagnin – uno degli autori dell’omonimo libro cui si ispira lo spettacolo – ha scritto al regista Renzo Sicco:

La prima impressione, ad applausi ancora scroscianti, è di meraviglia. Anzi, di “Magico”, come urlano, sussurrano e mimano con le labbra le Baccanti dello spettacolo.Questo spettacolo ha del magico e del prodigioso, secondo me, perché ha vinto una serie notevole di scommesse. Innanzitutto l’equilibrio dei toni. “Elogio della sbronza consapevole” di Assemblea Teatro ha messo a braccetto le profondità disperate di certe pagine con la spensieratezza e la leggerezza di certe altre, e le ha unite tutte in un flusso ininterrotto. Un flusso da meditazione, come quasi tutti i vini di cui si parla, si canta e si balla su quel palcoscenico. Un palcoscenico che ha inglobato simultaneamente – altra scommessa vinta –  djset, commedia degli equivoci, technoteatro, cyberballetto, monologo interiore, concerto popolare e molto altro ancora. Non ci sono forzature, punti di sutura. La drammaturgia scorre liquida e beata, si diverte soffrendo e langue sbellicandosi dalle risate. E la sensazione finale è che ognuno da quest’ora abbondante di suoni parole e visioni, si può portare a casa ciò che vuole, scegliendo da una tavolozza amplissima di stati d’animo e suggestioni.
Luca Ragagnin


Share |